Il gioco d’azzardo che arriva alla corte europea

Bplus, notissimo concessionario del gioco lecito, “mette il piede avanti”: non è ancora il 9 luglio, data in cui dovrebbe “uscire” la sentenza della Corte dei Conti sulla annosa vicenda delle maxi multe per il mancato collegamento delle sol tra il 2004 ed il 2007, e già Bplus si dichiara pronto a fare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per tutelare i propri interessi. Il concessionario -ed i suoi legali- sono agguerriti e rilasciano dichiarazioni affermando che sul presupposto si creerebbe una sovrapposizione tra la giurisdizione in materia di sanzioni e penali contrattuali che discendono dal rapporto di concessione per la raccolta del gioco tramite apparecchi da intrattenimento che spetterebbe esclusivamente al Giudice Amministrativo e la giurisdizione della Corte dei Conti. Sono due sistemi giurisdizionali autonomi che accertano, ognuno per sé, responsabilità su presunti illeciti del concessionario pubblico giudicando due volte sui medesimi comportamenti dando così il “via” ad una duplicazione non compatibile con i principi della Corte di Strasburgo.

Bplus è sempre stato il concessionario più agguerrito nella “situazione maxi multe” ed è sempre in prima linea per difendere il proprio operato ed il proprio impegno finanziario e certamente non lascerà nulla di intentato per non “accondiscendere” a soluzioni dubbie e pretestuose. Secondo i suoi legali Bplus è già stata assolta in via definitiva con la sentenza del Consiglio di Stato e quindi l’eventuale ricorso alla Corte Europea ha la certezza di essere accolto rendendo nulla una qualsiasi eventuale sentenza negativa della Corte dei Conti.